La testimonianza di Enrico Vallaperta infermiere d’urgenza veronese
Ascolta il suo racconto
Il Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche scaligero Franco Vallicella esprime, insieme al Consiglio Direttivo, profonda indignazione per la drammatica situazione in corso a Gaza denunciando le gravi violazioni nei confronti della popolazione e anche dei sanitari.
“Condanniamo con forza l’uso della violenza e ci associamo all’appello Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Tedros Adhanom perché si abbia pietà di un popolo così drammaticamente martoriato. Alle bombe si aggiunge la fame e alla mancanza di cibo si aggiunge la carenza di farmaci e presidi sanitari per la cura dei tantissimi cittadini e dei malati. Chiediamo con forza che si stabilisca un corridoio umanitario – conclude Vallicella – per consentire ai sanitari di agire in sicurezza nel rispetto delle convenzioni internazionali e esprimiamo la nostra vicinanza a tutti coloro, sanitari e cittadini che stanno vivendo questa situazione drammatica. Chiediamo inoltre che i cittadini israeliani ancora ostaggio di Hamas vengano, senza esitazione, liberati.”
Enrico Vallaperta, infermiere d’urgenza veronese, dopo 17 anni nell’Ospedale di Verona, ha deciso di lasciare questo lavoro per dedicarsi al suo sogno: aiutare le persone dove ce n’è più bisogno in aree di conflitto, epidemie, catastrofi naturali o escluse dall’assistenza sanitaria. Dopo una breve esperienza in Inghilterra, nel 2017 inizia a lavorare per Medici Senza Frontiere e la sua prima esperienza sul campo comincia a Mathare, in Kenya, in uno slum della capitale Nairobi, dove per sei mesi lavora nel reparto di Pronto soccorso di un ospedale gestito da MSF. Successivamente lavora in aree di conflitto come la Siria, per supportare la gestione di un pronto soccorso per pazienti gravemente feriti a causa di esplosioni di ordigni non convenzionali. Tornato dalla Siria, riparte dopo soli due mesi per l’Iraq, per tenere corsi di formazione destinati allo staff locale all’interno di due progetti intersezionali di breve durata, rispettivamente nelle città di Erbil e Bagdad. Nel 2022 ha lavorato in Ucraina a bordo del treno medicalizzato di MSF e nel 2023 in Sudan, dove è ritornato anche nel 2024. Dopo aver già lavorato a Gaza nel 2021 come coordinatore delle attività infermieristiche, è tornato dopo lo scoppio del conflitto a dicembre 2023 come coordinatore medico all’ospedale di Al-Aqsa. È stato il primo operatore italiano di MSF ad essere entrato nella Striscia, dove ha trascorso circa un mese. Negli ultimi due anni è stato due volte in Libano, due volte a Gaza, in Sudan ad in Chad. Enrico fa parte del pool d’emergenza di MSF e ripartirà a breve per un’altra missione.